vodkafragolaelemonsoda

Ero seduta su quella sedia, contro il muro. Il bancone di fronte a me, intorno un numero indefinito di persone che parlavano, ridevano e camminavano spostandosi da un posto all’altro del locale.
Io gambe accavallate, bicchiere appoggiato sul ginocchio, testa bassa e sguardo fisso a quei cubetti di ghiaccio enormi e numerosi che si spaccavano ogni secondo facendo il solito rumore sordo e silenzioso ma che sentivo soltanto nella mia testa. Crack.
La cannuccia nera girava in quel vortice di vodkafragolaelemonsoda che pian piano andava annacquandosi..come i miei pensieri che andavano alla deriva in un oceano di dubbi.

“ma perchè non riesco a dire quello che penso?”
“la vita è una sola”
“le altre sono persone come te”
“non hai nulla da perdere”
“che complessata”
“eppure non è sicuramente il momento”
“mai lo sarà, probabilmente”

I capelli mi cadevano di fronte agli occhi, ogni tanto bevevo un sorso di quel cocktail che da rosa stava diventando bianco. Il bicchiere nella mia mano condensava sempre più e il freddo assaliva la mia pelle e arrivava a provocare brividi.
Poi lo sguardo amico e un ‘cosa c’hai’ mi ha riportata alla realtà e il mio falso ‘niente’ ha concluso la mia fissa.

Intanto quel vodkafragolaelemonsoda era già finito e cominciava a scorrere nel mio corpo.

S.

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  1. La solitudine è una paratia di vetro blindato pergettamente trasparente che separa ciò che è da ciò che vorresti che fosse. Bere aiuta ad appannare il vetro.

Dimmi cosa ne pensi! ;)