Dove ti porta un treno

Pensavo: il treno è un po’ come la terra di mezzo, una terra di nessuno.
A parte che, vabè, mi sono figurata la classica scena di gente che si alza dal proprio posto e si reca al vagone ristorante, si incontra “oh, anche tu qui?”.
Non so perché, ho fatto un mix di pubblicità del Frecciarossa e trip mentale.Però da qui son partita con la riflessione sul treno.
Già viaggiare ti porta da un punto A ad un punto B ma non solo fisicamente, specialmente a livello emozionale ed esperienziale. E questo viaggio lo fai in un mondo a sé stante, un mondo che non appartiene né al punto A né al punto B.

Stazione Centrale Milano
Stazione Centrale, Milano

E’ un mondo che, se vuoi, puoi plasmare a tuo piacimento.
Guardi l’uomo che legge nel posto finestrino davanti a te e immagini la sua vita, chissà mai dove andrà, viaggia solo, qualcuno lo aspetta?, in realtà è uno stronzo che scappa, chi lo sa.
Poi guardi la ragazza con la sua amica sedute nei posti accanto al tuo, singolo ovviamente, e immagini che anche tu vorresti essere in viaggio con un’amica e fare una gita fuori porta.
E osservi infine te stessa, la tua storia la conosci, lo sai da dove parti e dove vai a finire, e sai anche che finisci sempre nel posto finestrino singolo. Perché è così che va.

O al massimo finisci nel posto a 4 con tavolino centrale annesso, peccato che sul tavolino si spatasci sempre un bimbetto di 3 anni sbraitante che la madre non sa tener seduto. E lui invade anche il tuo poco spazio vitale alché l’unica soluzione che resta è inizare a fissare i campi verdi che sfrecciano fuori dal vetro.
Sempre che il bambino non tiri giù la tapparella per il sole.

Viaggiare in treno ti permette di farti un viaggio mentale, fantasticare sulla tua vita perchè quel qui e ora in realtà non esistono.
Vieni inghiottito in una sorta di tunnel temporale che sfocia in una stazione, piena di gente e di vite che si incrociano, paninari che vendono bibite fresche e hot dog, librerie che servono per cazzeggiare se sei troppo in anticipo (o troppo in ritardo), bar e caffetterie con quel classico rumore di chicchi di caffé tritati e aria compressa per far la schiuma al cappuccino.

Silvia_firma

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Nessun commento

  1. Mi muovo spesso in treno e mi capita di immaginare le storie delle altre persone nel vagone. Le cose che odio di più sono due: le persone che sbraitano, indipendentemente dall’età, e le tendine abbassate. Guardare fuori dal finestrino è una delle cose migliori, un viaggio vero e proprio. 🙂

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